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May 29, 2010

Paura eh?

Ultimamente sono un po’ fissato con la paura: penso che sia fondamentale comprenderla il più possibile per avere successo, qualunque cosa significhi per ognuno di noi.

Ma cos’è la paura? È un meccanismo che ci permette, in situazioni di pericolo, di prendere decisioni molto velocemente, allo scopo di sopravvivere.

Per poter essere rapidissimi nel prendere questa decisione, la paura ci spinge a semplificare il contesto in cui siamo.

Faccio un esempio: i cavalli sono prede e, in quanto tali, basano la loro sopravvivenza sulla fuga. Se, in un branco, un cavallo comincia a correre, perché ha percepito un pericolo, gli altri lo seguono senza accertarsi che ci sia davvero un motivo per farlo. La decisione di fuggire è presa senza verificare la ragione che ha generato la fuga, cioè semplificando il contesto. E i pochi decimi di secondo risparmiati possono fare la differenza tra la vita e la morte.

A quel punto, o si è sprecata un po’ di energia per una fuga inutile, oppure si sono aumentate le probabilità di sopravvivenza. Poco elegante, ma efficace.

Questo meccanismo di semplificazione del contesto non vale solo per l’ambiente preda/predatore, ma vale anche per noi esseri umani. E vale anche nel contesto programmatore/cliente.

Quando si avvicina una scadenza, si inizia a sentire il pericolo e la paura entra in azione per tirarcene fuori il prima possibile. E cominciano a saltare le pratiche.

Il pair programming: si inizia a pensare che lavorando da soli si produca di più. Si può pensare che si produce di più da soli, solo se si assume che i programmatori siano tutti infallibili e iper creativi. Questa è una semplificazione del contesto.

La retrospective: una riunione che abbatte la produttività di mezza giornata. Questo, forse, ha senso per il breve termine, ma nel lungo termine sappiamo bene che non è così. Altra semplificazione.

I test: devo scrivere del codice in più, quindi perdo tempo. Non credo serva spiegare che non è così, ma semplificando il contesto, questa affermazione diventa vera.

E così via.

A volte le pratiche possono essere controintuitive, e, se spinti dalla paura, si fa la cosa più semplice e che ha un effetto immediato.

Se lo scopo è sopravvivere anziché morire, la decisione istintiva è chiaramente quella migliore. Ma nel contesto dello sviluppo software, la decisione che ha un effetto positivo nell’immediato, quella indotta dalla paura, può portare a effetti molto negativi nel lungo periodo.

Ecco perché il coraggio è così importante per gli agilisti. Però attenzione: il coraggio è il saper controllare la paura, senza semplificazioni di contesto. Non è il non aver paura: l’assenza di paura è incoscienza, che è anche peggiore della paura incontrollata.